«Lo sforzo della volontà teso alla virtù e all’adempimento degli obblighi non ha valore in quanto tale, ma come una preghiera senza parole, una preghiera fatta di gesti, muta. […]
Una formica si arrampica su un piano verticale e liscio, fa qualche centimetro e cade, si arrampica, ancora, e cade, si arrampica ancora e cade. Un bambino che l’osservi si divertirà d’innanzi a questo spettacolo per dieci minuti, poi non potrà più sopportarlo; mette la formica su un filo di paglia e la solleva al di sopra del piano verticale». (WEIL S., Quaderni, vol. IV, 121)

Noi siamo la formica e Dio è il Bambino.