Lavorare la nostra anima come si lavora la terra affinché riceva il seme. Arare noi stessi. Arando, chiedere a Dio di rivoltare e spezzare l’anima come si rivolta e si spezza la terra. Chiedere a Dio di ucciderci e di seppellirci spiritualmente sin da quaggiù. Seppellire nella rinuncia totale e nel silenzio: Una volta che la terra è ben preparata, basta che essa accolga il seme, e che si elimini ciò che lo distruggerebbe, e il seme cresce da solo. La luce e l’acqua che cadono dal cielo lo fanno crescere. / A ogni colpo del destino, dire a se stessi. “Sono arato”. A ogni dolore, piccolo o grande. (WEIL S.)